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BUSTO ARSIZIO · LOMBARDIA

Magistero dei

Bruscitti

di Busto Arsizio

Custodi della tradizione gastronomica bustocca

SCOPRI LA NOSTRA STORIA

Chi siamo

Il Magistero

Fondata da Bruno Grampa nel novembre del 1975, l’Associazione nasce dall’idea di creare un sodalizio che salvasse, valorizzasse e diffondesse la conoscenza della tradizione della cucina bustocca. Il fondatore, bustocco autentico, era innamorato della sua terra “povera di risorse naturali, ma popolata da gente ricca di inventiva, di tenacia e di laboriosità. L’arte della cucina non sta solo nella materiale esecuzione ed esaltazione di una caratteristica regionale, ma anche e soprattutto nel non dimenticarsi mai quella temperanza che fa di ogni esecutore un artista. Due sono i punti fondamentali di una buona cucina: la genuinità regionale, intesa questa come una messa in evidenza di quanto la regione ci offre in fatto di prodotti della propria terra, carni, vini, frutti; e la delicatezza della loro elaborazione, solo elemento che fa dell’artigiano un maestro, se non un poeta.” La filosofia sottesa a queste parole è molto chiara: la bontà della cucina di un tempo non può e non deve essere sopraffatta dalle nuove mode.
La cucina è intesa come memoria delle proprie radici e come poesia. Fine umanista, uomo di profonda cultura, sin dall’inizio Bruno Grampa pose al Magistero due finalità principali: – riunioni conviviali per confezionare i piatti tipici della cucina bustocca e far rivivere quelli ormai dimenticati – pubblicazione delle ricette autentiche di questi piatti, illustrate da cenni storici e nobilitate da spunti letterari. “La cucina quindi intesa come espressione della civiltà di un borgo diventato città, che ha sempre mantenuto una sua marcata fisionomia, una spiccata identità, un suo dialetto autoctono, una sua cucina tipica, fatta di pochi ingredienti frutto della nostra avara terra sapientemente manipolati con un pizzico di fantasia”: così scriveva Angelo Grampa, Maestro qualche anno dopo suo padre nel presentare una delle numerose Strenne pubblicate dal Magistero sulla cucina bustocca. Nel tempo, sotto la guida dei diversi Maestri che si sono succeduti alla reggenza dell’Associazione, queste finalità sono state preservate, coniugate ed ampliate, in linea con l’evolversi dei tempi e del sempre più diffuso interesse per le tradizioni, il territorio e la buona cucina manifestato da un crescente numero di estimatori del Magistero. Anche il Maestro Ernani Ferrario, in occasione della pubblicazione di una delle Strenne del Magistero, esprimeva una profonda riconoscenza, non solo da parte dei Confratelli, ma anche di tutti i bustocchi nei confronti di Bruno ed Angelo Grampa per “l’assidua e affettuosa ricerca” con cui ci hanno permesso di “scoprire ogni volta un lato tipico della vita dei nostri avi, le loro usanze, le loro consuetudini, così da tramandare a noi ed alle generazioni che verranno gli aspetti più belli e caratteristici del vivere, tempo fa, nel territorio di Busto Grande.” A Busto Arsizio (Busti Grandi in dialetto) i Bruscitti sono un affare serio: non è un caso, infatti, che il Magistero custodisca gelosamente la ricetta ufficiale fin dal 1975. Nel 2012, il sindaco di Busto Arsizio ha reso omaggio a questo piatto della tradizione istituendo “Ul Dì di Bruscitti”, ovvero “Il giorno dei Bruscitti”: per la precisione, il secondo giovedì di Novembre.

Chi siamo

Il Magistero

Fondata da Bruno Grampa nel novembre del 1975, l’Associazione nasce dall’idea di creare un sodalizio che salvasse, valorizzasse e diffondesse la conoscenza della tradizione della cucina bustocca. Il fondatore, bustocco autentico, era innamorato della sua terra “povera di risorse naturali, ma popolata da gente ricca di inventiva, di tenacia e di laboriosità. L’arte della cucina non sta solo nella materiale esecuzione ed esaltazione di una caratteristica regionale, ma anche e soprattutto nel non dimenticarsi mai quella temperanza che fa di ogni esecutore un artista. Due sono i punti fondamentali di una buona cucina: la genuinità regionale, intesa questa come una messa in evidenza di quanto la regione ci offre in fatto di prodotti della propria terra, carni, vini, frutti; e la delicatezza della loro elaborazione, solo elemento che fa dell’artigiano un maestro, se non un poeta.” La filosofia sottesa a queste parole è molto chiara: la bontà della cucina di un tempo non può e non deve essere sopraffatta dalle nuove mode. La cucina è intesa come memoria delle proprie radici e come poesia. Fine umanista, uomo di profonda cultura, sin dall’inizio Bruno Grampa pose al Magistero due finalità principali: – riunioni conviviali per confezionare i piatti tipici della cucina bustocca e far rivivere quelli ormai dimenticati – pubblicazione delle ricette autentiche di questi piatti, illustrate da cenni storici e nobilitate da spunti letterari. “La cucina quindi intesa come espressione della civiltà di un borgo diventato città, che ha sempre mantenuto una sua marcata fisionomia, una spiccata identità, un suo dialetto autoctono, una sua cucina tipica, fatta di pochi ingredienti frutto della nostra avara terra sapientemente manipolati con un pizzico di fantasia”: così scriveva Angelo Grampa, Maestro qualche anno dopo suo padre nel presentare una delle numerose Strenne pubblicate dal Magistero sulla cucina bustocca. Nel tempo, sotto la guida dei diversi Maestri che si sono succeduti alla reggenza dell’Associazione, queste finalità sono state preservate, coniugate ed ampliate, in linea con l’evolversi dei tempi e del sempre più diffuso interesse per le tradizioni, il territorio e la buona cucina manifestato da un crescente numero di estimatori del Magistero. Anche il Maestro Ernani Ferrario, in occasione della pubblicazione di una delle Strenne del Magistero, esprimeva una profonda riconoscenza, non solo da parte dei Confratelli, ma anche di tutti i bustocchi nei confronti di Bruno ed Angelo Grampa per “l’assidua e affettuosa ricerca” con cui ci hanno permesso di “scoprire ogni volta un lato tipico della vita dei nostri avi, le loro usanze, le loro consuetudini, così da tramandare a noi ed alle generazioni che verranno gli aspetti più belli e caratteristici del vivere, tempo fa, nel territorio di Busto Grande.” A Busto Arsizio (Busti Grandi in dialetto) i Bruscitti sono un affare serio: non è un caso, infatti, che il Magistero custodisca gelosamente la ricetta ufficiale fin dal 1975. Nel 2012, il sindaco di Busto Arsizio ha reso omaggio a questo piatto della tradizione istituendo “Ul Dì di Bruscitti”, ovvero “Il giorno dei Bruscitti”: per la precisione, il secondo giovedì di Novembre.

Anni di attività

Confratelli

Nel 2013 Il Magistero dei Bruscitti è stato insignito della Civica Benemerenza da parte del Comune di Busto Arsizio Nel 2014 il Comune di Busto Arsizio riconosce la DECO (Denominazione di Origine Comunale) per i Bruscitti, piatto simbolo del Magistero.

Il piatto

I Bruscitti

I Bruscitti (in dialetto bustocco brüscitti) sono uno stufato di carne bovina tagliata a pezzettini finissimi, cotto a lungo con vino rosso, finocchietto selvatico e burro. Un piatto umile e sontuoso al tempo stesso, figlio della cucina contadina lombarda.

Le origini del piatto si perdono tra le vie del centro storico di Busto Arsizio, dove le famiglie operaie e artigiane lo preparavano utilizzando i tagli meno nobili della carne, trasformandoli con sapienza e pazienza in un capolavoro di sapori profondi e avvolgenti. Tradizionalmente accompagnati dalla polenta, i Bruscitti sono oggi riconosciuti come emblema dell’identità culinaria bustocca.

Tradizione

Una ricetta codificata nei secoli, custodita e tramandata di generazione in generazione nel solco della cultura popolare bustocca.

Territorio

Profondamente radicati nella storia di Busto Arsizio, i Bruscitti incarnano l’anima autentica di questa città industriosa e fiera della propria identità.

Cultura

Attorno ai Bruscitti si è costruita una vera identità culturale: rituali, feste, legami comunitari che uniscono generazioni di bustocchi.

Gastronomia

Un piatto che esalta la semplicità degli ingredienti: carne bovina, vino rosso, finocchietto selvatico (in dialetto erba bona) e burro, lavorati con maestria artigianale.

Vieni alla scoperta dei “Bruscitti con polenta” e “Ul Dì di Bruscitti”

Polenta e Bruscitti

Conoscere la ricetta originale per gustare i veri e unici Bruscitti, cucinati a regola d’arte, nel pieno rispetto della ricetta originale depositata dal notaio.

Ul Dì di Bruscitti

Istituzione de “Il giorno dei Bruscitti” ovvero il giorno nel quale ogni anno i ristoranti, le trattorie, le mense e i macellai sono invitati a celebrare il piatto principe della tradizione bustocca.

Settimana cucina bustocca

La festa che ha già registrato, come ogni anno, il tutto esaurito di prenotazioni.

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Contatti

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Corso Sempione, 194 · 21052 Busto Arsizio (VA)

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